{"id":11307,"date":"2023-08-28T10:35:02","date_gmt":"2023-08-28T09:35:02","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=11307"},"modified":"2023-08-28T10:35:02","modified_gmt":"2023-08-28T09:35:02","slug":"roel-meelkops-viva-in-pace-reviewed-by-music-map","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=11307","title":{"rendered":"Roel Meelkop\u2019s \u201cViva in Pace\u201d reviewed by\u00a0Music Map"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.cronicaelectronica.org\/releases\/201\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cronica201-2023_1440-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11214\" width=\"520\" srcset=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cronica201-2023_1440-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cronica201-2023_1440-260x260.jpg 260w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cronica201-2023_1440-150x150.jpg 150w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cronica201-2023_1440-768x768.jpg 768w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/cronica201-2023_1440.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Roel Meekop, come ogni artista sensibile, si fa molte domande sull&#8217;utilit\u00e0 della propria attivit\u00e0, sulla sua capacit\u00e0 di incidere nella realt\u00e0. Il suo restare inerme, di fronte alla guerra, \u00e8 lo stesso del pittore minimalista Ad Reinhardt, che negli anni &#8217;60 cerc\u00f2 un astrattismo geometrico, del tutto separato dai sentimenti personali. Puro colore, forma e razionalit\u00e0. Reinhardt cre\u00f2 una cartolina con scritte contro la guerra, e anche contro la presenza della guerra nell&#8217;arte, per ribadire l&#8217;estraneit\u00e0 dalla realt\u00e0 delle proprie opere. Meekop si \u00e8 ispirato quasi per contrasto a Reinhardt, in quanto il fatto stesso che un&#8217;opera d&#8217;arte comunichi di volersi emancipare dal parlare di guerra, si contraddice perch\u00e9 la nomina, dunque si lega ad essa.<\/p>\n\n\n\n<p>Roel Meekop, classe 1963, prima di manipolare il suono, ha studiato arti visive in Olanda, a Rotterdam. La musica \u00e8 arrivata in un secondo momento, ed \u00e8 indubbiamente legata a concetti visual. Nell&#8217;album \u201cViva in pace\u201d, uscito per la portoghese Cr\u00f3nica Records, la ricerca sul suono \u00e8 indirizzata da queste riflessioni sulla consapevolezza di non poter fare nulla contro la guerra, ma anche di cercare di rendere astratta la propria creazione musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Afferma di avere paura del pensiero radicale di Reinhardt, perch\u00e9, dice, se l&#8217;arte arriva davvero ad un punto definitivo, dopo averlo raggiunto che si fa? Si smette di creare, perch\u00e9 si \u00e8 giunti alla fine dell&#8217;arte? Quindi, in \u201cViva in pace\u201d, per quanto il suono sia elaborato nella sua forma d&#8217;onda, senza riferimenti extramusicali, Meekop ha tenuto i propri sentimenti come spunto di partenza. Poi non so se, senza averlo saputo dalle sue dichiarazioni, noi avremmo potuto ravvisare tali sentimenti, in questi suoni cangianti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;album \u00e8 suddiviso in quattro tracce. Nella prima, possiamo notare un estremo \u201cpampottaggio\u201d (da&nbsp;<em>pan pot<\/em>), cio\u00e8 il suono che dapprima si sposta tutto sulla sinistra (si nota soprattutto con le cuffie), poi tutto sulla destra, per un bel po&#8217; di secondi. Gradualmente, il passaggio nelle orecchie si fa sempre pi\u00f9 repentino, come un motore. Nella seconda traccia, ascoltiamo pi\u00f9 rumori attorno allo stesso suono di base, che si fa sempre pi\u00f9 levigato e luminescente, come una superficie che fa scintille tramite un saldatore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cViva in pace III\u201d, il terzo capitolo, \u00e8 scandito all&#8217;inizio dalle lancette di un orologio a muro. Cos\u00ec, facciamo caso ai secondi che scorrono. Accanto alla loro regolarit\u00e0, si aggiungono gradualmente sempre pi\u00f9 rumori irregolari, schiocchi di plastica, legni, disturbi bassi come vibrazioni di vecchie caldaie. A un certo punto, le lancette svaniscono, lasciandoci soli con gli impulsi elettronici, via via sempre pi\u00f9 spigolosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste prime tre tracce durano rispettivamente 15, 13 e 10 minuti circa. L&#8217;ultima invece dura 4&#8217;49\u201d, ed \u00e8 fatta con polveri di rumore per i primi tre, per poi passare ad un lontano e suggestivo scampanellio, un loop di campane sempre pi\u00f9 deformato dalla \u201ccorruzione\u201d elettronica del suono. In chiusura, riconosciamo il verso di una tortora.<\/p>\n\n\n\n<p>Il processo \u00e8 freddo; il che, va specificato, non \u00e8 un male. La freddezza \u00e8 un antidoto all&#8217;estrema espressivit\u00e0, che se per alcuni pu\u00f2 essere catartica e purificatrice, per altri pu\u00f2 essere ulteriore fonte di stress. Come quando sei triste, e ti ascolti canzoni tristi sperando di sfogarti, e invece poi sei pi\u00f9 triste di prima. L&#8217;astrattismo astrae, ti sottrae. E se non possiamo attivamente agire contro il male, possiamo almeno non sostenerlo, sottrarci. (Gilberto Ongaro)<\/p>\n\n\n\n<p>via <a href=\"http:\/\/www.musicmap.it\/recdischi\/ordinaperr.asp?id=10200\">Music Map<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roel Meekop, come ogni artista sensibile, si fa molte domande sull&#8217;utilit\u00e0 della propria attivit\u00e0, sulla sua capacit\u00e0 di incidere nella realt\u00e0. Il suo restare inerme, di fronte alla guerra, \u00e8 lo stesso del pittore minimalista Ad Reinhardt, che negli anni &#8217;60 cerc\u00f2 un astrattismo geometrico, del tutto separato dai sentimenti personali. 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