{"id":11397,"date":"2024-03-15T10:59:54","date_gmt":"2024-03-15T10:59:54","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=11397"},"modified":"2024-03-15T10:59:54","modified_gmt":"2024-03-15T10:59:54","slug":"philippe-petits-a-divine-comedy-reviewed-by-musicmap","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=11397","title":{"rendered":"Philippe Petit\u2019s \u201cA Divine Comedy\u201d reviewed by\u00a0MusicMap"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cronicaelectronica.org\/212\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cron212-2024_1440-1024x1024.jpg\" alt=\"Cover of the album &quot;A Divine Comedy&quot;\" class=\"wp-image-11360\" width=\"520\" srcset=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cron212-2024_1440-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cron212-2024_1440-260x260.jpg 260w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cron212-2024_1440-150x150.jpg 150w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cron212-2024_1440-768x768.jpg 768w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cron212-2024_1440.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Avevo da poco raccontato il secondo capitolo di \u201cA reassuring elsewhere\u201d, un rassicurante altrove di Philippe Petit (che rassicurante non \u00e8&#8230;), e gi\u00e0 l&#8217;artista ha gi\u00e0 fatto uscire un nuovo lavoro: \u201cA divine comedy\u201d, uscito per Cr\u00f3nica Records. Dante Alighieri non finisce mai di ispirare gli artisti di tutti i tempi. La sua musica concreta, pronipote di Pierre Schaeffer, affronta stavolta l&#8217;interpretazione dei versi del sommo poeta, trasformando le bolge in suoni e rumori.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 la prima volta che Petit prende spunto da una \u201cdiscesa\u201d. Nel 2019 aveva pubblicato \u201cDescent into the maelstrom\u201d (http:\/\/www.musicmap.it\/recdischi\/ordinaperr.asp?id=7191), cio\u00e8 discesa nel vortice. E, dopo gli esperimenti sul perturbante dell&#8217;altrove con il suddetto doppio album, e il cyberpunk sui generis affrontato nel 2020 assieme al chitarrista-pittore Michael Schaffer (http:\/\/www.musicmap.it\/recdischi\/ordinaperr.asp?id=8047), sembra che voglia tornare \u201ca casa\u201d, nel suo personale caos.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoci a riascoltare tanti rumori modificati, note minacciose di pianoforte (come in \u201cPurgatorio, Canto II\u201d), nonch\u00e9 lamenti di voci dei dannati, come in \u201cThe Descent\u201d, dove un urlo affannato e disperato ripete: \u201cNo&#8230; no&#8230; nooo&#8230; nooo!\u201d. La prima parte del disco, all&#8217;inizio della discesa, \u00e8 caratterizzata da frammenti vocali asettici. Una voce femminile, come ripresa da un diffusore in aeroporto, ripete: \u201cFor whom the bell tolls, for whom the bell tolls&#8230;\u201d. In \u201cWithin the Corridors of Hell\u201d, ascoltiamo frammenti vocali in giapponese, inglese e anche in italiano, riportando versi della Commedia, a volte riordinati in prosa. Ma \u00e8 tutto sbriciolato e confuso.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 stato concepito come un&#8217;esperienza, l&#8217;ascolto dev&#8217;essere immersivo, e chi ascolta \u00e8 invitato dallo stesso Philippe Petit, a far caso alle proprie impressioni e reazioni. \u201cPurgatorio, Canto III\u201d \u00e8 un lungo momento di drone music, con suoni dilatati all&#8217;estremo. Se le prime tracce infernali, sono ovviamente opprimenti e senza speranza, quelle per il Purgatorio sono solo misteriose e indecifrabili, a tratti lynchane.<\/p>\n\n\n\n<p>E il Paradiso? Anche quello non comincia in maniera rassicurante, descritto in due tracce. Il cammino fa inciampare fra detriti elettronici. Dopodich\u00e9, sembra (sensazione mia) tutto un susseguirsi di porte d&#8217;acciaio che si aprono, per poi arrivare a delle sinistre campane, e altri suoi tintinnanti che poi si liquefanno. La prima delle due tracce finisce con alcune note di marimba, forse l&#8217;unico momento tranquillizzante. La seconda traccia torna ad esplorare, tranciare e far oscillare diversi rumori, anche in maniera distorta; ma verso la fine i suoni, prolungati, giungono a creare un&#8217;armonia, in tonalit\u00e0 all&#8217;apparenza minore. Forse, in quel momento stiamo rivedendo le stelle?<\/p>\n\n\n\n<p>Se Inferno e Purgatorio sono abbastanza condivisibili, l&#8217;interpretazione del Paradiso pu\u00f2 dare impressioni contrastanti. Come sempre accade con Petit, il verdetto spetta a chi ascolta. Cosa ci sentite voi? (Gilberto Ongaro)<\/p>\n\n\n\n<p>via <a href=\"http:\/\/www.musicmap.it\/recdischi\/ordinaperr.asp?id=10672\">MusicMap<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo da poco raccontato il secondo capitolo di \u201cA reassuring elsewhere\u201d, un rassicurante altrove di Philippe Petit (che rassicurante non \u00e8&#8230;), e gi\u00e0 l&#8217;artista ha gi\u00e0 fatto uscire un nuovo lavoro: \u201cA divine comedy\u201d, uscito per Cr\u00f3nica Records. Dante Alighieri non finisce mai di ispirare gli artisti di tutti i tempi. 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