{"id":2139,"date":"2009-09-14T10:54:52","date_gmt":"2009-09-14T09:54:52","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=2139"},"modified":"2017-01-09T12:39:48","modified_gmt":"2017-01-09T11:39:48","slug":"erotikon-reviewed-by-ondarock","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=2139","title":{"rendered":"\u00e2\u20ac\u0153Erotikon\u00e2\u20ac\u009d reviewed by OndaRock"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cronicaelectronica.org\/img\/cat\/044-2009-b.jpg\" alt=\"Erotikon\" \/><br \/>\nDopo che il precedente &#8220;Musicamorosa&#8221; ne aveva rivelato la raffinatezza delle texture ambientali, il portoghese Jorge Mantas, aka The Beautiful Schizophonic, torna con il suo secondo lavoro ufficiale sulla lunga (anzi, lunghissima) distanza, confezionando oltre un&#8217;ora di musica nella quale concede libero sfogo alle sue complesse elucubrazioni sonore, trovando questa volta ulteriore supporto nella partecipazione di alcuni collaboratori che ne ampliano in vario modo i punti cardinali.<\/p>\n<p>Riposta nel cassetto l&#8217;ispirazione proustiana sottesa a &#8220;Musicamorosa&#8221;, sembra pi\u00c3\u00b9 difficile individuare un filo conduttore concettuale nel nuovo &#8220;Erotikon&#8221;, al di l\u00c3\u00a0 dei connotati espliciti del titolo e della copertina, tuttavia non facilmente associabili a un contenuto musicale dai tratti pur intensi e suadenti.<br \/>\nIl lavoro ripresenta da subito drone impalpabili e modulazioni circolari in loop levigati, sfiorando morbidi contorni da ambient orchestrale e ribadendo la naturale vocazione cinematica di molte composizioni di Mantas; l&#8217;artista portoghese eccelle tuttavia ancora una volta nel conferire a questi elementi di base una straordinaria variet\u00c3\u00a0, in grado di rifuggire alla radice la sensazione di eccessiva piattezza spesso connaturata a produzioni del genere.<br \/>\nSul costante abbraccio elettronico di fondo, Mantas innesta instancabile una miriade di increspature moderatamente rumoriste, coltri ambientali ondeggianti, field recordings e ipnotiche derive psych, che insieme contribuiscono a colorare con tinte vivissime i flutti pulsanti originati da drone di rara eleganza e altrettanto preziosa delicatezza emotiva.<\/p>\n<p>Il personale spettro musicale di Mantas oscilla infatti tra sonorit\u00c3\u00a0 placide e incantate, come quelle dell&#8217;iniziale &#8220;Furla&#8221; e di &#8220;Alba&#8221;, ricorrenti emersioni distorsive e irregolarit\u00c3\u00a0 stranianti espresse nella liquida ipnosi di &#8220;Blumarine&#8221; e nelle sfumature notturne di &#8220;Nocturnosque&#8221;, quest&#8217;ultima impreziosita dalla chitarra di Clayton McEvoy, da poco autore di un pregevole debutto a nome Sleeping Me. In un susseguirsi di voci, field recordings, frequenze cosmiche filtrate e lievemente distorte, scorrono istantanee cangianti e cortometraggi dalla durata pi\u00c3\u00b9 considerevole: gi\u00c3\u00a0 i due brani introduttivi ribadiscono l&#8217;attitudine di Mantas a misurarsi con composizioni lunghe e complesse, ma sono i due viaggi di un quarto d&#8217;ora &#8220;Pollen&#8221; e soprattutto &#8220;Ali\u00c3\u00a9nor d&#8217;Aquitaine&#8221; a rivelare l&#8217;ampiezza di respiro di composizioni che si dipanano in una serie ininterrotta di piccoli crescendo che affiorano tra brume sospese in un altrove spazio-temporale, giocando a rimbalzo tra soundscaping dilatati e continui esperimenti di persistenza.<br \/>\nMenzione a s\u00c3\u00a9 merita invece &#8220;Alba&#8221;, non solo poich\u00c3\u00a9 contiene un estratto da un nastro del 1860 &#8211; che si afferma essere la prima registrazione di una voce umana esistente &#8211; ma in particolare per la partecipazione del giapponese Yui Onodera, le cristalline note del cui piano fungono da contraltare a fremiti e distorsioni di fondo, dando luogo a un perfetto connubio di elementi e a quella straordinaria policromia tonale che rappresenta una delle migliori qualit\u00c3\u00a0 dell&#8217;artista portoghese.<\/p>\n<p>Fosche e spettrali ma lontane dal ricadere in clich\u00c3\u00a9 dark-ambient, lievi e romantiche come le pi\u00c3\u00a9ce austere e impalpabili di Eluvium ma pervase da una frenetica ricerca sonora degna di icone quali Labradford e Stars Of The Lid, le composizioni di Mantas delineano una concezione della musica ambientale vitalissima e in continuo divenire, che lo attesta a pieno merito tra i pi\u00c3\u00b9 interessanti interpreti attuali di un genere raramente cos\u00c3\u00ac vibrante e in questo caso tale da essere ricondotto, appunto, a un immaginario di intensa e seducente apnea amorosa. <em>Raffaello Russo<\/em><\/p>\n<p>via <a href=\"http:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2009_schizophonic.htm\">OndaRock<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo che il precedente &#8220;Musicamorosa&#8221; ne aveva rivelato la raffinatezza delle texture ambientali, il portoghese Jorge Mantas, aka The Beautiful Schizophonic, torna con il suo secondo lavoro ufficiale sulla lunga (anzi, lunghissima) distanza, confezionando oltre un&#8217;ora di musica nella quale concede libero sfogo alle sue complesse elucubrazioni sonore, trovando questa volta ulteriore supporto nella partecipazione &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=2139\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;\u00e2\u20ac\u0153Erotikon\u00e2\u20ac\u009d reviewed by OndaRock&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[395,14],"class_list":["post-2139","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-reviews","tag-395","tag-the-beautiful-schizophonic","entry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2139"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8848,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2139\/revisions\/8848"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}