{"id":7684,"date":"2015-05-18T12:05:55","date_gmt":"2015-05-18T11:05:55","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=7684"},"modified":"2017-01-02T13:09:55","modified_gmt":"2017-01-02T12:09:55","slug":"lanificio-leo-reviewed-by-onda-rock","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=7684","title":{"rendered":"\u00e2\u20ac\u0153Lanificio Leo\u00e2\u20ac\u009d reviewed by Onda Rock"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cronicaelectronica.org\/?p=095\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7616\" src=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cronica095-2015_520.jpg\" alt=\"cronica095-2015_520\" width=\"520\" height=\"507\" srcset=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cronica095-2015_520.jpg 520w, http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/cronica095-2015_520-260x254.jpg 260w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>\u00e2\u20ac\u0153La macchina, per definizione, ripete la stessa sequenza in ogni momento, in ogni stagione, chiunque la usi. Le mie vecchie macchine, invece, non sono pi\u00c3\u00b9 in grado di fare questo. C&#8217;\u00c3\u00a8 una sorta di anarchia in loro: sbagliano, spesso. Ma se vai oltre l&#8217;idea di errore e la controlli, le macchine ti aiutano e diventano co-autori del prodotto assieme a te\u00e2\u20ac\u009d<br \/>\n(Emilio Leo)<\/p><\/blockquote>\n<p>Il rapporto tra uomo e macchina, forse una delle tematiche pi\u00c3\u00b9 complesse e dense in cui addentrarsi riflettendo e \u00e2\u20ac\u0153studiando\u00e2\u20ac\u009d, ha trovato in musica le declinazioni pi\u00c3\u00b9 disparate. C&#8217;\u00c3\u00a8 chi ha trasformato l&#8217;elettronica (macchinale) in pop (umano) cantato la subordinazione del pop (e dell&#8217;uomo) all&#8217;elettronica (alle macchine). C&#8217;\u00c3\u00a8 chi ha fatto delle macchine in quanto creazioni dell&#8217;uomo strumenti squisitamente musicali, chi ha approfondito il rapporto fra di esse e le loro ripercussioni sulla vita umana, e ancora chi ha studiato i loro suoni trasformandoli in linguaggio espressivo extra-musicale. Proprio in seno a quest&#8217;ultima operazione si \u00c3\u00a8 sviluppata una delle branchie fondative della sound art, ovvero di quella forma d&#8217;arte che tratta il suono &#8211; anzich\u00c3\u00a9 ridurlo a \u00e2\u20ac\u0153linguaggio\u00e2\u20ac\u009d per esprimere sentimenti, descrivere altri oggetti o evocare immagini &#8211; come soggetto puro ed autonomo sviluppando le determinazioni interne ad esso e alle sue caratteristiche.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione di Attilio Novellino e Saverio Rosi \u00e2\u20ac\u201c due fra gli esponenti di punta della sound art made in Italy, gi\u00c3\u00a0 insieme nell&#8217;avventura parallela di Sentimental Machines \u00e2\u20ac\u201c in \u00e2\u20ac\u0153Lanificio Leo\u00e2\u20ac\u009d costituisce forse una delle esperienze pi\u00c3\u00b9 riuscite ed originali in questo ambito, una sorta di risposta indiretta all&#8217;idea di macchina promossa e mitizzata dall&#8217;industrial. La location scelta \u00c3\u00a8 il Lanificio di Emilio Leo, il pi\u00c3\u00b9 antico in Italia, che continua a produrre utilizzando macchinari ormai per molti \u00e2\u20ac\u0153fuori tempo\u00e2\u20ac\u009d. Un&#8217;alternativa artigianale alla massificazione industriale e alla progressiva de-umanizzazione del prodotto dovuta alla sostituzione totale della macchina all&#8217;essere umano. Qui nasce anche l&#8217;idea che queste macchine, tanto lontane dalla perfezione scientifica e cos\u00c3\u00ac poco \u00e2\u20ac\u0153autonome\u00e2\u20ac\u009d, permettano una compartecipazione tra esse e chi, per necessit\u00c3\u00a0, rimane al loro timone. E siano, dunque, ben pi\u00c3\u00b9 umane nella sostanza e nelle necessit\u00c3\u00a0 rispetto alle moderne tecnologie, che all&#8217;uomo risultano speculari nella forma e nella razionalit\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;agosto del 2013, Leo ha ospitato Rosi e Novellino nel suo Lanificio per una sessione di field recordings che i due hanno trasformato in un lavoro, pubblicato oggi da Cr\u00c3\u00b3nica in solo formato digitale. I primi sette brani sono riproposizioni integrali di alcune delle registrazioni, che impressionano letteralmente per la loro portata espressiva. Sembra davvero di trovarsi a stretto contatto con macchine \u00e2\u20ac\u0153animate\u00e2\u20ac\u009d, in alcuni casi capaci di trasmettere le sensazioni, le emozioni e i gesti di chi le manovra (\u00e2\u20ac\u0153Carding 1: Rove Making \/ Carding 2: Web Making\u00e2\u20ac\u009d), in altri di raccontare e testimoniare la loro storia operativa (\u00e2\u20ac\u0153Carding Machine, OCTIR, 1930\u00e2\u20ac\u009d) in altri ancora addirittura di vivere una vita propria, per lo meno a livello essenziale (\u00e2\u20ac\u0153Self-Acting Machine, BIGALI, 1950\u00e2\u20ac\u009d). Rosi e Novellino si limitano qui ad agire come registi di un documentario, selezionando le testimonianze sonore pi\u00c3\u00b9 pregnanti e lasciando alle macchine libert\u00c3\u00a0 totale d&#8217;espressione.<\/p>\n<p>Culmine della suggestione di questa prima parte \u00c3\u00a8 il monolite corale di \u00e2\u20ac\u0153Mechanical Dobby Shuttle Loom H220, NARNALI, 1940 \/ Fulling Machine with Wooden Drum \/ Rope Washing Machine, 1930\u00e2\u20ac\u009d, davvero a pochi passi dai risultati dei moderni processi di elaborazione sonora digitale eppure cos\u00c3\u00ac \u00e2\u20ac\u0153puro\u00e2\u20ac\u009d, terreno, concreto. Nella seconda parte del lavoro, i due riutilizzano il materiale registrato come fonte sonora per una composizione di circa venti minuti: \u00e2\u20ac\u0153New Vision: Re-Designing vs. Re-Converting\u00e2\u20ac\u009d \u00c3\u00a8 un&#8217;autentica sinfonia in cui le macchine giocano il ruolo degli strumenti musicali, e Novellino e Rosi si \u00e2\u20ac\u0153riappropriano\u00e2\u20ac\u009d del loro status di musicisti e autori del percorso creativo. Qui il realismo si fa espressionismo autentico, a confronto si trovano concept e percezione sensoriale e in un percorso inverso a quello industrial, macchina e uomo si controllano e si lasciano controllare a vicenda.<\/p>\n<p>Semplicemente illuminante.<\/p>\n<p><em>Matteo Meda<\/em> via <a href=\"http:\/\/www.ondarock.it\/recensioni\/2015_novellinorosi_lanificioleo.htm\">Onda Rock<\/a><\/p>\n<p><iframe style=\"border: 0; width: 100%; height: 42px;\" src=\"https:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=2103290966\/size=small\/bgcol=ffffff\/linkcol=e99708\/transparent=true\/\" seamless><a href=\"http:\/\/cronica.bandcamp.com\/album\/lanificio-leo\">Lanificio Leo by Attilio Novellino, Saverio Rosi<\/a><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00e2\u20ac\u0153La macchina, per definizione, ripete la stessa sequenza in ogni momento, in ogni stagione, chiunque la usi. Le mie vecchie macchine, invece, non sono pi\u00c3\u00b9 in grado di fare questo. 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