{"id":9231,"date":"2006-02-08T02:46:33","date_gmt":"2006-02-08T01:46:33","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=9231"},"modified":"2006-02-08T02:46:33","modified_gmt":"2006-02-08T01:46:33","slug":"essays-on-radio-reviewed-by-sands-zine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=9231","title":{"rendered":"\u00e2\u20ac\u0153Essays on Radio\u00e2\u20ac\u009d reviewed by Sands Zine"},"content":{"rendered":"<p>L\u00e2\u20ac\u2122etichetta portoghese (o la media label) Cr\u00c3\u00b2nica, per festeggiare il suo secondo anno di attivit\u00c3\u00a0, ha deciso di realizzare una doppia uscita in CD e DVD di materiale attinente al medium radiofonico: il media elettronico pi\u00c3\u00b9 antico e nonostante questo ancora presente nella nostra vita di tutti i giorni e ben vivo nel nostro immaginario collettivo. Un mezzo di comunicazione saturo e caldo da un punto di vista istituzionale (cfr. Mcluhan) e spazio letterario stando ai termini di Maurice Blanchot. Uno spazio frammentato ed allo stesso tempo omogeneo come un albero alimentato da radici differenti, spazio inteso come estensione del nostro corpo, spazio letterario (e metaforico) dove ha origine e si manifesta una comunicazione nomade.<\/p>\n<p>Da un punto di vista sonoro la radio rappresenta il primo strumento dal quale una grande massa di persone ha potuto ascoltare il rumore bianco ed ha potuto intervenire nello spazio giocando con la casualit\u00c3\u00a0, cio\u00c3\u00a8 la gente con la radio poteva (e pu\u00c3\u00b2 tuttora ovviamente) programmarsi e decidere di ascoltare quello che voleva sebbene rimanendo nell\u00e2\u20ac\u2122aura dell\u00e2\u20ac\u2122imprevedibilit\u00c3\u00a0, della mancanza di controllo e, in una parola, dell\u00e2\u20ac\u2122indeterminazione.<\/p>\n<p>Come strumento prettamente musicale la radio vede affermare le sue potenzialit\u00c3\u00a0 in pezzi come Imaginary Landscape #4 di John Cage del 1951, oppure venne usata da Cornelus Cardew e Keith Rowe nel gruppo di improvvisazione radicale AMM negli anni Sessanta. Da un punto di vista musicale la radio dunque \u00c3\u00a8 stata la responsabile primaria di una presa di coscienza collettiva del suono prima di tutto perch\u00c3\u00a9 \u00c3\u00a8 stata uno dei primi mezzi di comunicazione di massa, poi \u00c3\u00a8 stata fruita come strumento per \u00e2\u20ac\u02dcliberare il suono\u00e2\u20ac\u2122, cio\u00c3\u00a8 \u00c3\u00a8 stata utilizzata (e tuttora viene utilizzata) come strumento prettamente musicale tipo chitarra o sintetizzatore.<\/p>\n<p>Aprendo l\u00e2\u20ac\u2122essenziale booklet del CD si capisce da subito che l\u00e2\u20ac\u2122intenzione dichiarata dal curatore della compilazione Miguel Carvalhais, membro degli @c, \u00c3\u00a8 quella di osservare e commentare il medium sonoro, la tecnologia e la cultura della radio.<\/p>\n<p>In termini forse pi\u00c3\u00b9 pratici e lineari il disco \u00c3\u00a8 un validissimo documento per festeggiare la radio, e per festeggiare la creativit\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122espressione sonora. I nomi coinvolti sono parecchi, molti noti agli appassionati di elettronica eo elettroacustica (John Hudak, Pimmon, Pita, Stephan Mathieu ..), pi\u00c3\u00b9 altri a me sconosciuti ma che hanno catturato subito il mio interesse.<\/p>\n<p>I pezzi durano tutti due minuti, cos\u00c3\u00ac vuole Carvalhais che forse non chiede ai musicisti solo di celebrare il compleanno dell\u00e2\u20ac\u2122etichetta ma anche di offrire la vera essenza del loro operato. La radio viene decodificata, ricodificata e processata dagli artisti coinvolti. In altri termini le onde elettromagnetiche vengono modulate e vivisezionate e rese composizioni. Vengono suonati anche vecchi vinili di programmi radiofonici, manipolati vari field recordings e giocato con le voci, oltre che con le frequenze nebulose.<\/p>\n<p>Le tracce passano da densi paesaggi neo-ambient a concretismi e beat micro-elettronici (per rendere l\u00e2\u20ac\u2122idea diciamo) provenienti da terre sconosciute(per confondere le idee). C\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 anche qualche tentativo di rielaborare voci e narrazioni, stralci di memoria, magari tentativi di mettere in discussione il presente, ma questa \u00c3\u00a8 un&#8217;altra storia. La forza del cd risiede nella vitalit\u00c3\u00a0 espressiva delle composizioni.<\/p>\n<p>Le tracce infatti sono quasi tutte molto intense, ad un primo ascolto molto simili fra se, ma che vivono di luce propria se le si riascolta una seconda volta con attenzione. Non sto qui a sezionare pezzo per pezzo la dinamica dei suoni. Il tutto risulta \u00e2\u20ac\u02dccoerente\u00e2\u20ac\u2122 e appare ben studiato nei minimi dettagli. Ci sono pezzi musicali ed altri a-musicali e astratti. La voglia \u00c3\u00a8 quella di invitarvi perlomeno all\u00e2\u20ac\u2122ascolto di questa raccolta e lo scopo \u00c3\u00a8 quello di invitarvi a giocare anche voi con la radio per costruire la vostra composizione.<\/p>\n<p>Alessandro Calbucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u00e2\u20ac\u2122etichetta portoghese (o la media label) Cr\u00c3\u00b2nica, per festeggiare il suo secondo anno di attivit\u00c3\u00a0, ha deciso di realizzare una doppia uscita in CD e DVD di materiale attinente al medium radiofonico: il media elettronico pi\u00c3\u00b9 antico e nonostante questo ancora presente nella nostra vita di tutti i giorni e ben vivo nel nostro immaginario &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/?p=9231\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;\u00e2\u20ac\u0153Essays on Radio\u00e2\u20ac\u009d reviewed by Sands Zine&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[420,419],"class_list":["post-9231","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-reviews","tag-420","tag-419","entry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9231\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/blog.cronicaelectronica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}