Roel Meelkop’s “Antithesis” reviewed by Rumore

Cover of the album “Antithesis” by Roel Meelkop

È una sintassi spezzata, una sequenza di impressioni sonore interrotte dal silenzio in un ambiente di suoni trovati, elettronica abrasiva e scarnificate suggestioni industriali che identifica il primo pezzo di questo disco. Istanza che indica la direzione precisa di un impianto argomentativo nel quale le prime cinque tracce si misurano con i 60 minuti di radicalismo sonoro della sesta. Un sistema di pieni e vuoti che toccano elettroacustica, drone, noise e industrial, riducendo la melodia a frammento, evento isolato e spazio interstiziale. Antithesis è tutto questo: un lungo processo di erosione che richiede applicazione e abbandono, persino quando l’attacco noise di Antilogía sembra rispondere a una dinamica punitiva, perché l’ascolto resta probabilmente la parte più importante del dibattito. Paolo Bertazzoni