Trondheim EMP’s “Poke It With A Stick / Joining The Bots” reviewed by Kathodik

Un percorso di ricerca internazionale condotto da Øyvind Brandtsegg e promosso dalla Norwegian University Of Science And Technology, che esplora e amplifica tramite tecniche di analisi ed elaborazione digitale, le capacità di interazione/comunicazione tra musicisti.
Corde, voci, fiati, movimentazioni fisiche e svaria altra roba che una quarantina di artisti dopo una lunga fase di pratica, organizza lungo traiettorie di segnali acustici che si influenzano l’un con l’altro.
Una sorta di opacizzante sfarfallio, l’effetto prodotto dalla ricerca sulla massa sonora generata.
Dove nel primo cd, “Poke It With A Stick”, vengon esposte libere e crude fasi di ricerca e rilascio.
Tra svolazzi, detriti, inciampi e meraviglie in varia grammatura.
Mentre “Joining The Bots” è opera di taglio, raccordo e assemblaggio tra i flussi.
Parecchi momenti d’interesse non ortodossi, tra raschiamenti, contrasti, spintonamenti avant e qualche rara instabilità messa nel conto. Marco Carcasi

via Kathodik

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