“Queendom Maybe Rise” reviewed by Rockerilla

Queendom Maybe Rise
Dopo aver raggiunto nel decennio scorso una buona notorietà nel mondo dell’elettronica sperimentale (con pure un passaggio a casa Raster-Noton) e aver sviluppato usa salda collaborazione con l’amico Uwe Schmidt, Marc Behrens ha negli ultimi due anni abbandonato gran parte delle sue attivitè — comprese quelle legate alle art performative — per dedicarsi in toto alla ricerca sulle field recordings. Queendom Maybe Rise segue questo filone incorporando samples i microsequenze in un tappeto disturbato di 40 minuti abbondanti, in grado di ricordade da vicino il Richard Chartier più isolazionista. Meno interessante la coda cacofonica com la partecipazione vocale di Yoko Higashi. Matteo Meda