“Ma.Org Pa.Git” & “Ma.Org Pa.Git Re.Mx” reviewed by Carnage News

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Chi pensa che le potenzialità di uno strumento si fermino allo strumento stesso, sbaglia. Non sbaglia, invece, Alexander Rishaug che con Ma.Org Pa.Git circonda lo strumento e gli permette di fuoriuscire dal suo corpo, rimanendo comunque perfettamente ancorato alle sue possibilità. Ciò che trascende il possibile non solo non rientra nelle condizioni strumentali, ma nemmeno nelle condizioni ambientali. Prendiamo uno strumento in particolare: l’organo. Esso nasce tenendo conto dell’ambiente in cui è immerso ed è parte integrante dell’architettura. Nel caso specifico si parla dell’organo della Chiesa dei marinai norvegesi di Rotterdam – provate pure a cercarla, ma non è scontato che la troviate – in cui è stato registrato il disco. L’album, come si intuisce dal titolo, è diviso in due parti. La prima, come abbiamo detto poco sopra, analizza lo spettro e la dinamica sonora dell’organo; nella seconda, i feedback di un vecchio amplificatore valvolare (un Vox Limited) e chitarra elettrica. Si badi bene, quando si parla di organo – come quando anche si parla di chitarra -, scordiamoci di trovare melodie, o più puerilmente “musica”. Quello che si aggira nei solchi audio del disco (in tutto due tracce: Ma.Org e Pa.Git per una durata totale di circa mezz’ora) è uno spettro d’onde e risonanze che Rishaug sapientemente sviluppa andando direttamente alla superficie della totalità dei suoni (non solo il suono dell’organo, ma ogni “interferenza” eventuale: scricchiolii, fruscii, manomissioni repentine), galleggiando così sul flusso acustico all’interno della struttura – una vera chicca, l’elevazione ulteriore della prima traccia dal decimo minuto circa.

Come se non bastasse, questo disco esce insieme ad una raccolta di remix in cui sono presenti autori di grande spessore come Loscil, Mark Fell e Machinefabriek, solo per citarne alcuni. Ognuno rivede quel magma sonoro in maniera personale fino allo stravolgimento del file d’origine. In particolare merita un appunto lo sviluppo di Mark Fell della durata di un’ora e mezzo.

Ma.Org Pa.Git è puro ambiente, e il suono che si muove al suo interno è frutto stesso di quell’ambiente. Nessuno dei due insiemi, suono e ambiente, racchiude l’altro poiché sono sovrapposti, di egual misura e indistinguibili.

Gorot

via Carnage News

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