Mathias Delplanque sta vivendo un periodo di incontenibile creatività : solo nel 2010 sono già stati pubblicati due album (su Cronica e Bruit Claire) a suo nome più il dodici pollici di Lena recensito sullo scorso numero di Rockerilla . Questa la marcia in più di Delplanque, che a differenza di molti suoi colleghi che operano nel mondo dei fields recordings è coinvolto anche nella produzione di musica elettronica dance. Sarà per questo motivo che “Passeports†seduce fin dal primo ascolto con i suoi cinquanta minuti di drones melanconici e avvolgenti. Tracce costruite nello studio casalingo di Delpalnaque su fields recordings registrati tra Nantes, Lille e Dieppe.