
Friday evening, in Kaunas, audio_z, Darius Ciuta and Gintas K perform live.
“Sleppet†reviewed by Oro Molido

Sleppet consta de dos fases. Por um lado, un ejercicio de composición realizado con sonidos concretos, y una segunda lectura que consiste en la intensidad sónica de los zumbidos, en los que el abstraccionismo nos hace discernir la realidad de los objectos sonoros.
Al analizar el proceso de escucha de Sleppet, quizás habrÃa que discrepar sobre los tratados de los objectos musicales de Pierre Schaefer, con relacción a los postulados de la afinación o sintonización del mundo, que promulgó en su dÃa Murray Schaefer, alegando a favor del texto escrito por Francisco López en torno a la esquizofonÃa y objecto sonoro como concepciones antagónicas de un mismo hecho.
“El denominado abstraccionismo del arte de los sonidos fijados es precisamente uns musicalización y, en cierto modo paradójicamente en esta comparación justo lo contrario de la abstracción tradicional em música. Es decir, uns concretización”. “Una composición musical (sin importar si está basada en paisajes sonoros o no) debe ser una acción libre en el sentido de no tener que rechazar ninguna abstracción de los elementos de la realidad, y también en el sentido de tener el completo derecho de ser auto-referencial, no teniendo que estar sujeta a un propósito pragmático tal como una respuesta — e injustificada — reintegración del oyente con el ambiente”.
Un trabajo, Sleppet, encuadrable dentro del paisaje sonoro de escucha profunda, idóneo para ser emitido en la radio, como punto de encuentro através de las ondas con la otra realidad, la que fluye de la imaginación de los oyentes. Rogelio Pereira
Debate on new technologies and the arts

Tomorrow, April 16th, at the Goethe Institute Lisboa and integrated in the Metasonic III cycle, programmed by Granular, Rui Eduardo Paes will moderate a debate about new technologies and the arts with Ivan Franco, Leonel Moura, Miguel Carvalhais and António Saraiva. Free entrance, at 6PM.
New Crónicaster: Michael Rüsenberg + Peter Hölscher

This piece covers an abandoned industrial area in the “Ruhrgebietâ€, Germany, called “Lohbergâ€. The photographs (~250) were taken there in summer 2009 on a cloudy day. The soundtrack is derived from field recordings of the Gdansk dockyard in Poland in November 2009. This somehow is a demo version of the initial piece, which is about 65 minutes long and much slower in transitions.
Michael Rüsenberg, born 1948, works as radio journalist and has been a sound artist for the last 17 years.
Peter Hölscher, born 1958, works as graphic designer and has been sculptor and photographer for 20 years.
“Home, Sweet Home†reviewed by Blow Up

Registrazioni ambientali più o meno trattate e suoni di sintesi, come a dire realtà e finzione dell’universo acustico, nell’opera del compositore galiziano Durán Vázquez liberamente scaricabile dal sito della Crónica. Esiti non impeccabili dacché l’intervento manipolatorio non riesce a dare definizione ad una ripresa del suono troppo informe ef uniforme, con la sola eccezione dell’attonito crescendo para-sinfonico di Boat Dockage. (5) Nicola Catalano
“Balunar†an installation by Jorge Mantas and Susana Mourão

Jorge Mantas and Susana Mourão present the audiovisual installation “Balunar†from April 10 to May 30 in the Galeria Lobo Mau, in Arraiolos.
“Sleppet†reviewed by Sentireascoltare

La foresta nei pressi di Nerben, i ghiacciai più giù a Nord, il lago di Røsskleivvatnet, la Norvegia come contenitrice di ambienti, l’isolamento umano la cui presenza ambientale amplfica i pensieri irrequieti del dentro, la Norvegia come l’avamposto sul nulla e sull’altrove.
È questo Sleppet, l’ultimo materiale della ventennale ricerca di Marc Behrens. Da questi lidi, neo-riduzionisti (riduzionisti in quanto conduttori di un macrocosmo esistente pronto al congelamento perenne) ci si era imbattuti sia con Lionel Marchetti che con Eric La Casa. L’uno alla ricerca di fratture e discontinuità dei luoghi, l’altro in ossessiva narrazione-catalogazione del sinfonico racchiuso nell’aperto.
Marc Berhens sembra invece interessato all’aperto come concetto animale, come continua permanenza dell’animalità nel processo razionale dell’ascolto e dipana una ricerca proto-acusmatica in quattro dissertazioni, che sono anche quattro inni alla sopravvivenza su prossimità zero e del contatto innaturale che c’è tra l’ascolto e la natura. È questa la grande tensione di questi materiali: più che filmare elegiaci movimenti dello spazio, Behrens sembra attraversato dall’idea di fotografare i rigurgiti, le spietatezze, i gap ambientali dei luoghi che filma, catturando l’ascoltatore con movimenti transitivi e la somiglianza di questi alle nature umane viventi (il ruscello della seconda traccia che somiglia ad un vinile in loop, i rumori della terza che sibilano come se catturassero un missile che proviene dalle galassie).
Nel mezzo di questi anfratti invisibili ed ostici, ogni tanto emerge qualche voce umana, qualche silenzio, degli strani sbalzi di pressione sonora, che ci ricordano come certi suoni siano manipolati da fili, da cervelli, e come proprio in questo caso, questi cervelli non abbiano bisogno d’inventare musiche ma solo di tenerle in bilico perpetuo, di come non ci sia bisogno di strumenti, né di molto altro, per organizzare delle forme a dir poco soprendenti col solo aiuto di Dio. (7.4/10) Salvatore Borrelli
Futurónica is back

Futurónica is now included in the regular broadcasts of Rádio Zero, every two weeks, on Friday nights, repeating on Tuesdays at 01h. Episode 5 airs tomorrow, April 9 at 21h (GMT).
Tha playlist for Futurónica #05 is:
- Durán Vázquez, Building (from Home Sweet Home)
- Mathias Delplanque, Passeport 7 (Nantes) (from Passeports)
- Janek Schaefer, Fifty Inner Spaces (for JG Ballard)
- Pedro Tudela, Safe (Long Stereo Version)
- Ephraim Wegner, Throw~
You can hear Rádio Zero’s broadcasts on radiozero.pt/ouvir.


